La strada di Sant’Alberto

Lungo il tratturo Regio da Lucera a Motta Montecorvino attraverso le strade di Sant’Alberto

difficoltà alta
31,4 km
  • sterrato
  • asfalto
L’itinerario si sviluppa lungo l’antico tracciato del Tratturo Regio Lucera Castel di Sangro. Da Lucera si attraversa la valle del torrente Salsola Sino a giungere al Borgo medievale di Motta Montecorivno.

L’itinerario parte da Lucera. Lucera è uno scrigno d'arte e cultura adagiata su tre colli da cui domina la piana del Tavoliere in un'area ricca di vitigni a 18 k da Foggia.

La solida cinta muraria voluta da Carlo II d'Angiò un tempo aveva cinque porte di cui oggi resta Porta Troia. È qui che Pirro e Annibale combatterono per contrastare l'Impero Romano.

All'interno delle mura la città si raccoglie intorno al centro storico con gli eleganti palazzi nobiliari e le chiese rinascimentali come la Fortezza Sveva, il Santuario di San Francesco, la Cattedrale dell'Assunta e Palazzo Valletta oggi Carnevale con un severo portale e un elegante interno. Da non perdere il Museo Civico Fiorelli dove è conservata la collezione di monete romane bizantine e medievali.

L'Anfiteatro Romano, edificato in età augustea, con i suoi spalti poteva ospitare circa 18 mila spettatori.

Si accede da due maestosi portali uno di fronte l'altro il primo verso Lucera e il secondo verso Foggia entrambi decorati a bassorilievo e retti da due colonne di stile ionico.

Da Lucera l’itinerario ripercorre verso i Monti Dauni il tracciato del Regio Tratturo Lucera-Castel di Sangro.

Da Lucera si costeggiano i boschi dei Monti Dauni, come il Bosco di Marano. Sulla linea di crinale di divisione tra i bacini del Torrente Salsola e il Torrente Marano troviamo il Bosco Marano. Regno incontaminato di rettili di enorme interesse quali la luscengola, un sauro con le zampe atrofizzate.

E' presente una bella popolazione del coleottero più grande d'Italia, il cervo volante di cui, in particolari momenti si possono incontrare numerosi esemplari quasi sempre di sesso femminile. In primavera il bosco è il regno dell'asparago selvatico che va raccolto nella sua porzione tenera in modo da permettere alla pianta di continuare a vegetare.

Infine, si sale lungo la località “Difesa di Selvapiana”, in un ampio pascolo arborato, rinomato per l'allevamento delle reali razze equine, caratterizzato dalle solitarie roverelle che punteggiano l'area su cui domina la torre diruta della città medievale di Montecorvino, sede di Diocesi. Ubicato su uno dei primi rilievi dei Monti della Daunia, in cima ad una lieve collina dalle prime radici subappenniniche, vi è l’abitato di Montecorvino.

Il pianoro sommitale del borgo, privo di asperità, assicurava la possibilità di un articolato sviluppo planimetrico: l’insediamento si dipanava su un asse allungato circa 350 metri dove svettava un’elevata torre, ancora oggi in buone condizioni. Il sito, sicuramente frequentato fra XI e XIV secolo, con i suoi erti pendii rappresentava un esempio di insediamento sorto per motivazioni prettamente strategiche. L’età normanna e sveva perpetuarono questa funzione con la costruzione della suddetta torre. Oggi il borgo è meta di pellegrinaggi per la grande devozione popolare in onore di Sant’Alberto, uno dei primi vescovi di Montecorvino, secondo la tradizione agiografica.

Infine l’itinerario segue, prima, un tracciato a fondo naturale e poi una strada brecciata, fino a raggiungere la vecchia strada provinciale per raggiungere al borgo medievale di Motta Montecorvino.