La via francigena

In Cammino lungo le vie Francigene di Puglia da Faeto a Troia attraverso Celle San Vito e Castelluccio Valmaggiore

difficoltà media
16,5 km
  • sterrato
  • asfalto
L'itinerario si sviluppa su percorsi che portano nei punti più belli dei Monti Dauni, dal Borgo di Faeto al Borgo di Celle San Vito, dalla Torre di Castelluccio Valmaggiore alla Cattedrale di Troia, un vero e proprio cammino lungo le via Francigene di Puglia.

L’itinerario inizia alla periferia del centro abitato di Faeto (866 m), imboccando la SP 125, attraversa il Bosco Difesa (1060 m), al disotto di Celle San Vito e risale, attraversando il torrente Celone, fino al comune di Castelluccio Valmaggiore (630 m).
L’ampio spazio naturale e antropico che si dispiega in tutta la sua bellezza caratterizza il sentiero: i versanti dei rilievi, coperti come mantelli da boschi di latifoglie e conifere, un tempo dimora incontrastata di faggi e querce, digradano al passaggio del torrente Celone, lasciando spazio alle coltivazioni di grano e di ulivo. I fontanili, i pagliai, i casolari e i tanti mulini ad acqua denotano lo spirito di sacrificio, di adattabilità all’ambiente, di previdenza e diligenza, di una popolazione agreste che ha costruito la propria identità su un passato ormai remoto.

Il borgo di Faeto rientra tra i Borghi Autentici d’Italia. Il centro si snoda tra vicoletti erti, stradine strette, antichi portali e palazzi ben conservati nel tempo. Nel centro storico la bellissima chiesa Madre del Santissimo Salvatore è stata costruita con il materiale dell’antico castello.
L’origine di Faeto risale alla seconda metà del XIII secolo quando si stabilì la prima colonia franco – provenzale presso il castello di Creparcore, sul monte Castiglione. I soldati provenzali erano stati inviati qui dal re Carlo d’Angiò come ringraziamento per la vittoria sui saraceni che avevano assediato Lucera.
Anche qui, come in altre borghi, l’idioma parlato dai provenzali è ancora in vita insieme agli usi e costumi, sopravvissuti negli oltre sette secoli. Da visitare la Casa del Capitano, risalente al XV – XVI secolo, in cui ha sede il Museo Etnografico.

Dal Borgo di Faeto attraversando il Bosco Difesa si giunge a Celle San Vito.
Celle di San Vito, il più piccolo borgo della Puglia, sorge lungo la parte all’allungata di un colle. I primi insediamenti, intorno all’anno 1000, avvennero da parte di alcuni monaci che costruirono delle piccole celle come dimora estiva e come ristoro per i pellegrini che si recavano in Terra Santa. Il passaggio di questi camminatori è attestato dalla presenza dell’antica via Francigena, testimoniata dal fondo stradale ancora intatto. Intorno al 1200, le cellette e l’annesso convento dedicato a San Vito, da cui prende nome la località, furono occupati da una colonia di provenzali, soldati mercenari di Carlo d’Angiò, che avevano sconfitto i Saraceni a Lucera.
L’antica lingua dei coloni in franco – provenzale ha mantenuto la sua integrità nel corso dei secoli e ancora oggi è parlata dagli abitanti: questa particolare realtà alloglotta è stata riconosciuta dalla legge.Il borgo di Celle di San Vito è annoverato tra i Borghi Autentici d’Italia.

Da Celle San Vito imboccando la strada provinciale 125 si giunge a Castelluccio Valmaggiore. L’incantevole borgo di Castelluccio Valmaggiore si affaccia sulla valle del Celone.
La fondazione si fa risalire al VII secolo d. C. con l’insediamento di piccoli casali, secondo quando riportato nella donazione di Roberto II, conte di Loretello, al vescovo di Bovino nel 1118. Nel 1463 Castelluccio divenne feudo del re Ferdinando di Aragona e successivamente della famiglia Piccolomini. Dell’antico castello eretto dai bizantina nell’era cristiana in posizione di controllo sulla via Traiana, oggi permane solo la torre alta ben venti metri a base poligonale.
All’interno di essa, è collocato il Meta Museo delle Battaglie, che raccoglie le testimonianze di numerose conflitti tra cui la celebre battaglia di Canne avvenuta, secondo molti studiosi, proprio in questi territorio.

Il viaggio si apre sulla valle del Celone e percorrendo la strada provinciale 126 lungo la contrada dei Bisi, dopo circa 12km si giunge a Troia. Il pittoresco borgo di Troia, le cui origini sono legate al mito di Diomede, preserva bellezze inestimabili.
L’antico insediamento romano, denominato Aecae, era un centro autonomo sin dalle guerre di Annibale e posizione strategica lungo la via Triana. Distrutto nel VII secolo, venne ricostruito con il nome di Troja nel XI secolo come roccaforte bizantina: a questo dominazione si deve la cittadella di Vaccarizza, riportata alla luce dopo anni di scavi archeologici. Testimonianze dei diversi periodi che l’hanno attraversata sono conservate presso il Museo Civico.
La storia del borgo è strettamente legata a quella della Chiesa: basti pensare che qui si sono svolti ben quattro concili. Questo connubio ha arricchito la città di bellissime chiese tra cui quella di San Basilio e di sculture e reperti collezionati nel Museo Diocesano.
Da visitare la splendida Cattedrale, uno dei simboli del romanico pugliese con il rosone merlettato e l’annesso Museo del Tesoro della Cattedrale.