Sport

A pesca tra i Monti Dauni

Da Celenza alla Diga di Occhito

difficoltà alta
14 km
  • asfalto
L’itinerario attrversa Celenza Valfortore e Carlantino, meravigliosi borghi dei Monti Dauni a guardia dell’Alta valle del Fortore, un viaggio attraverso uno dei più grandi laghi artificiali in terra battuta d’Europa che permette agli sportivi di praticare la pesca “No Kill” avendo a disposizione carpe, carassi, cavedani, scardole, anguille, persici e black bass.

L’itinerario attraversa Celenza Valfortore e Carlantino, meravigliosi borghi dei Monti Dauni a guardia dell’Alta Valle del Fortore, un viaggio attraverso uno dei più grandi laghi artificiali in terra battuta d’Europa che permette agli sportivi di praticare la pesca “No Kill” avendo a disposizione carpe, carassi, cavedani, scardole, anguille, persici e black bass.

Lungo l’alta valle del Fortore, sorge il borgo di Celenza Valfortore. Nella parte sommitale si conserva ancora la cinta muraria all’interno della quale è custodito il Castello: esso presenta una struttura trapezoidale e si sviluppa su più livelli.
Sul versante nordest è posta la torre circolare alta circa trenta metri. Il castello si pone come custode della storia del borgo e in una posizione importante per il borgo che ben si collega con il Monastero di San Nicola al cui interno è possibile visitare il Museo Civico, o Antiquarium. Merita una visita il sito di San Chirico, probabile luogo sacro dove avvenivano riti religiosi.

Da Celenza Valfortore in venti minuti percorrendo la strada provinciale 3 per circa 14 km e attraversando il borgo di Carlantino si giunge sulla Diga di Occhito.
Il caratteristico borgo di Carlantino domina la valle del Fortore e la Diga di Occhito. Dai reperti rinvenuti, si può collocare la sua origine nella preistoria. Il centro storico si è formato intorno a 1582 grazie all’intervento del barone Carlo Gambacorta.
Notevoli sono i lineamenti architettonici che possiamo ammirare tra cui la Cappella della Santissima Annunziata con la torre campanaria, il complesso medievale di Santa Maria in Prato.
Spunti archeologici sono custoditi nel Museo Civico e nel sito di San Giovanni Maggiore, dove sono stati recuperati resti di una cinta muraria.