Natura

Sulla vetta della Puglia

Da Roseto Valfortore a Biccari e Castelluccio Valmaggiore e Celle San Vito

difficoltà alta
34 km
  • asfalto
L’itinerario attraversa i meravigliosi borghi di Roseto Valfortore, Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle san Vito, immersi nei meravigliosi paesaggi Naturalistici delle alte valli del Fortore e del Celone, che fanno da contorno alla Montagna più Alta della Puglia, Monte Cornacchia.

L’itinerario parte dal borgo di Roseto Valfortore, Bandiera Arancione, splendidamente immerso nel paesaggio naturalistico dei Monti Dauni.

Il borgo di Roseto Valfortore è stato premiato tra le Bandiere Arancioni e come Borgo più bello d’Italia. Il nome deriva dall’antica località di Rosito comparso in un diploma longobardo del VIII secolo, che evoca la rosa canina simbolo di questo territorio. Le diverse dominazioni che si susseguirono portarono il borgo al suo massimo splendore, fino alle grandi emigrazioni in America a fine Ottocento.
Il centro storico si snoda tra vicoli e viuzze e la bellissima chiesa dedicata a Maria SS Assunta in Cielo. Gli abili scalpellini con la pietra locale hanno impreziosito il borgo con portali, colonne, bassorilievi.
Da visitare il Museo di Ecologia del Bosco e il Museo Etnografico della Civiltà Contadina.

Da Roseto Valfortore percorrendo la strada provinciale 130 e 129, costeggiando Monte Cornacchia, la cima più alta della Puglia con i suoi 1152 mt, si giunge dopo circa mezz’ora a Biccari.

Il suggestivo borgo di Biccari è stato premiato come Borgo Autentico d’Italia.
Le antiche origini sono attestate in un atto di donazione del 1054 in cui compare l’antico nome di “Vicari”. I palazzi signorili e le piccole abitazioni in pietra rappresentano il centro storico nel quale si ammira anche la bellissima chiesa dedicata a Maria SS dell’Assunta.
Merita una visita il Convento dei frati minori con il chiostro interno e il Museo Etnografico della civiltà contadina dove sono racchiuse le tradizioni e il folklore popolare.
Da non perdere anche l’antica città di Tertiveri, sito archeologico a sei chilometri da Biccari con la bellissima torre normanno-sveva.

Ripartendo da Biccari dopo circa 10 km percorrendo le strade provinciali 133 e 125, lungo la paesaggistica valle del Celone si giunge a Castelluccio Valmaggiore. L’incantevole borgo di Castelluccio Valmaggiore si affaccia sulla valle del Celone.
La fondazione si fa risalire al VII secolo d. C. con l’insediamento di piccoli casali, secondo quando riportato nella donazione di Roberto II, conte di Loretello, al vescovo di Bovino nel 1118. Nel 1463 Castelluccio divenne feudo del re Ferdinando di Aragona e successivamente della famiglia Piccolomini.
Dell’antico castello eretto dai bizantina nell’era cristiana in posizione di controllo sulla via Traiana, oggi permane solo la torre alta ben venti metri a base poligonale. All’interno di essa, è collocato il Meta Museo delle Battaglie, che raccoglie le testimonianze di numerose conflitti tra cui la celebre battaglia di Canne avvenuta, secondo molti studiosi, proprio in questi territorio.

Ripartendo da Castelluccio Valmaggiore si giunge, dopo circa 7 km percorrendo le strade provinciali 125 e 126, nel borgo più piccolo della Puglia, Celle di San Vito.
Celle di San Vito, il più piccolo borgo della Puglia, sorge lungo la parte all’allungata di un colle. I primi insediamenti, intorno all’anno 1000, avvennero da parte di alcuni monaci che costruirono delle piccole celle come dimora estiva e come ristoro per i pellegrini che si recavano in Terra Santa. Il passaggio di questi camminatori è attestato dalla presenza dell’antica via Francigena, testimoniata dal fondo stradale ancora intatto.
Intorno al 1200, le cellette e l’annesso convento dedicato a San Vito, da cui prende nome la località, furono occupati da una colonia di provenzali, soldati mercenari di Carlo d’Angiò, che avevano sconfitto i Saraceni a Lucera. L’antica lingua dei coloni in franco – provenzale ha mantenuto la sua integrità nel corso dei secoli e ancora oggi è parlata dagli abitanti: questa particolare realtà alloglotta è stata riconosciuta dalla legge.
Il borgo di Celle di San Vito è annoverato tra i Borghi Autentici d’Italia.