Castelli

I Castelli medievali

Da Deliceto a Sant’Agata di Puglia e Rocchetta Sant’Antonio

difficoltà alta
46 km
  • asfalto
L’itinerario attraversa i meravigliosi borghi di Deliceto, Sant’Agata di Puglia e Rocchetta Sant’Antonio, facendo tappa nei loro imponenti castelli che hanno fatto la storia del regno Normanno-Svevo ed oggi sono l’architettura di pregio dei Monti Dauni.

L’itinerario parte dal Castello di Deliceto. La storia di Deliceto è racchiusa tutta nelle mura del bellissimo castello.
Costruito con pietre calcaree in età longobarda a ridosso della punta rocciosa del paese, ha la forma di trapezio irregolare con tre torri agli angoli. All’ingresso, lo stemma dei Piccolomini d’Aragona, risalente al 1444. All’interno è possibile camminare nel grande cortile o piazza d’armi in mattoni disposti a spina di pesce e ciottoli irregolari.
Al centro, vi è la grande cisterna ottagonale per la raccolta dell’acqua piovana. Una scala conduce a oscuri sotterranei, dove è stata rinvenuta la parte più antica del castello. Al piano superiore vi sono ben sei stanze comunicanti tra loro e la cappella con le statue di Santa Barbara, protettrice dell’artiglieria, e di San Vito, patrono della rabbia.
Il castello è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1902. La vegetazione della macchia mediterranea circonda il borgo di Deliceto che prende il nome proprio dall’albero elce, presente nello stemma. Le preistoriche grotte scavate nella roccia del rione Pesco dimostrano la presenza di primi insediamenti ad opera di comunità osco-italiche. Sebbene la prima rocca venne costruita dai Longobardi, furono i normanni a darne l’aspetto imponente con la costruzione del Castello.
Una fervente fede ha sempre caratterizzato il borgo: nel Santuario della Consolazione è attestata la presenza di Sant’Alfonso de’ Liguori e di San Gerardo Maiella. Meritano una visita la chiesa dell’Annunziata, la chiesa di San Salvatore e la seicentesca chiesa di Sant’Anna e Morti che ospita il Museo Ecclesiastico di Deliceto.

Da Deliceto l’itinerario volge verso il castello di Sant’Agata di Puglia in direzione sudovest, procedendo lungo la strada provinciale 137ter.
Dopo circa 7 km si percorrono alcuni tornanti che ci portano in fondo valle da cui si ammira già l’imponenza di sant’Agata di Puglia. l’itinerario per alcuni km percorre i dolci tornanti che ci portano al Castello di Sant’Agata di Puglia. Su antichi ruderi di epoca longobarda, i Normanni edificarono il Castello a pianta quadrangolare. Successivamente furono gli Svevi e poi gli Angioini ad ampliarlo. Tra il XVII e il XVIII fu adattato a dimora signorile.
Molto bello il portale d’ingresso scolpito e la Cappella dedicata alla patrona del borgo affrescata con dipinti per volere di Carlo I d’Angiò. Il piccolo borgo di Sant’Agata di Puglia, definito “Loggia delle Puglie”, offre un suggestivo panorama che si affaccia sul Tavoliere, il Gargano e il Golfo di Manfredonia.
La particolarità di Sant’Agata è la sua forma a ventaglio in cui si snodano case, stradine erte, palazzi, vicoletti. Il bellissimo castello normanno-angioino e le case in pietra con i portali adornati di stemmi gentilizi racchiudono tutta la storia del luogo.
Da non tralasciare le chiese: quella di San Nicola, di Sant’Andrea Apostolo e la chiesa di San Michele Arcangelo. L’attività culturale è molto fervente con le visite al Museo del Medioevo e di Federico II, la visita al Castello e le iniziative quali la fiaccolata di Natale che illumina il borgo solo con fiaccole romane in attesa della natività. Sant’Agata, per le sue bellezze e l’ospitalità, è inserita tra le Bandiere Arancioni. Da Sant’Agata di Puglia, l’itinerario riparte per Rocchetta Sant’Antonio, attraversando il borgo di Candela.

Da Sant’Agata di Puglia si riparte lungo la strada provinciale 101, ripercorrendo l’antico tracciato del tratturo Pescasseroli - Candela. Una volta superata Candela. lungo la strada provinciale 99, l’itinerario prosegue per circa 6km prima di giungere al Castello di Rocchetta Sant’Antonio.

Annoverato tra le Bandiere Arancioni, il borgo di Rocchetta Sant’Antonio si colloca al confine con la Campania e la Basilicata.
Le sue origini risalenti ai normanni hanno arricchito il paese di palazzi medievali che accerchiano il cinquecentesco castello rinascimentale con accanto la torre ogivale.
Il borgo è arricchito dalle bellissime chiese tra cui quella matrice dedicata all’Assunzione della Beata Vergine, chiesa di Santa Maria delle Grazie, chiesa della Maddalena, chiesa di San Giuseppe.
Da visitare le numerose fontane in particolare quella di Pescarella da cui sgorga un’acqua dagli effetti benefici.